[cmsms_row data_width=”boxed” data_padding_left=”3″ data_padding_right=”3″ data_color=”default” data_bg_color=”#ffffff” data_bg_position=”top center” data_bg_repeat=”no-repeat” data_bg_attachment=”scroll” data_bg_size=”cover” data_bg_parallax_ratio=”0.5″ data_color_overlay=”#000000″ data_overlay_opacity=”50″ data_padding_top=”0″ data_padding_bottom=”50″][cmsms_column data_width=”1/1″][cmsms_image align=”none” animation_delay=”0″]244|http://www.pierstefanodurantini.it/wp-content/uploads/2018/03/21-Provincia-Roma-3-580×389.jpg|project-masonry-thumb[/cmsms_image][cmsms_text animation_delay=”0″]

Credevate che le province fossero state abolite? Manco per sogno, infatti sono state solo ridotte di numero ed entro il 12 ottobre verranno rinnovati 64 consigli provinciali e saranno costituite 8 città metropolitane, tra cui quella di Roma Capitale, il cui Sindaco, Ignazio Marino, estenderà il territorio di propria competenza a tutta la provincia. Nello specifico in Italia ci saranno quindi 64 presidenti, 760 consiglieri e 8 presidenti di città metropolitane con relativi 162 consiglieri. Se prima il carrozzone delle province prevedeva 2500 politici, adesso si è un po’ alleggerito, saranno 986. Però essi non saranno eletti dai cittadini, bensì votati da altri politici eletti, quindi politici eletti che votano altri politici, praticamente nominati dalle segreterie di partito e così spariranno pure le liste civiche, alla faccia della democrazia!

©2014 Pierstefano Durantini

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