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Immaginate di vivere per 12 giorni in condizioni estreme, in mezzo alla savana sudafricana a contatto con gli animali, addentrarsi in grotte inesplorate, nuotare con gli squali nelle acque dell’oceano. È l’esperienza vissuta dai 4 partecipanti di un nuovo programma televisivo andato in onda lo scorso 5 aprile su rete 4. Tra loro Maria Bagnoli che vive a Canale Monterano e ha voluto raccontare questa sua esperienza mediatica.
Allora Maria parlaci di te.
Ho 42 anni, un figlio di 7, lavoro come istruttrice di fitness in alcuni centri sportivi. Ho un diploma di laurea all’I.S.E.F. e vanto un passato di atleta di buon livello nelle gare di aerobica competitiva.
Perché hai deciso di partecipare a questa trasmissione? Di cosa si tratta?
Vivo in un piccolo posto, Montevirginio, qualche delusione lavorativa e personale mi ha spinto a mettermi in gioco, del resto chi non ha mai detto – lascio tutto e me ne vado?
Il programma si chiama Ritorno alla natura, è un format che unisce la bellezza del documentario alla realtà di persone costrette a interagire e convivere in condizioni non del tutto facili per le loro abitudini. È condotto da Umberto Pellizzari, che ci guidava ogni giorno alla scoperta di posti nuovi, a volte inesplorati, nella savana o nelle acque dell’oceano, consentendoci di vivere mille emozioni diverse fornite dal contatto con grandi e piccoli animali, dalla vista di panorami mozzafiato, o dall’attraversare ponti che parevano sospesi nel vuoto.
Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
È stato soprattutto un viaggio introspettivo con ricordi ed emozioni fortissime e indimenticabili. Mi sono confrontata con me stessa e con gli altri partecipanti vivendo in condizioni difficili, condividendo la gioia, lo stupore, la paura, il dolore, la mancanza di mio figlio, di una doccia calda, di un letto vero. Ho visto gli animali della savana a pochi metri, ho sentito i loro odori. Ho assaporato il vento che ci accompagnava in quelle distese e che ci raccontava di attese e strategie del predatore. Ho imparato ad aspettare il momento giusto per avvicinare i ghepardi, l’elefante maschio in calore, gli ippopotami, i pericolosi rinoceronti o il momento esatto per immergersi nell’oceano con lo squalo bianco che nuotava accanto a noi. Ho affrontato pure le mie paure, sono entrata in una grotta piena di pipistrelli, animali di cui ho il terrore. Ho capito che nulla è vissuto appieno se non lo puoi condividere e il fatto che non c’era mio figlio ha reso il tutto meno speciale.
In TV sta scadendo il livello qualitativo, il rischio della superficialità e della volgarità è un pericolo reale, pensi di averlo scampato oppure ti sei sentita usata dal congegno televisivo?
Eravamo liberi di esprimerci, non abbiamo seguito un copione, l’unica cosa che mi hanno chiesto è stata quella di indossare un abbigliamento succinto per l’incontro all’aeroporto con gli altri e portare con me un trolley, cosa che, in savana, è proprio fuori luogo, così per dare l’idea di una svampita che non sapeva dove stava andando.
Appunto!

Pierstefano Durantini

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