Manifestazione a Barcellona

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La Spagna Svolta a Sinistra, ecco la Patrimoniale

 

 

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare! Questa frase detta da John Beluschi nel film “Animal House” si addice particolarmente alla manovra economica appena varata dal governo spagnolo guidato dal socialista Pedro Sanchez e dal suo vice Pablo Iglesias del movimento politico Podemos.

Si tratta, a loro dire, della legge di bilancio «più progressista della storia» della penisola iberica e, data la vicinanza geografica, nonché la similitudine dei dati economici, storico – culturali e demografici, forse è il caso che anche qui in Italia si presti una maggiore attenzione a questa manovra economica che sta per esser essere approvata sulla sponda ovest del Mediterraneo, perché a volte prendere spunto, se non addirittura copiare, può essere di grande aiuto.

Infatti la Spagna, per uscire dalla pesante crisi socio economica innescata dalla pandemia, ha deciso di abbandonare e superare i dettami economici di indirizzo neo liberista tipici dell’austerità per varare una finanziaria fortemente espansiva all’insegna di politiche economiche di stampo Keynesiano. Ed ecco allora una manovra da ben 240 miliardi di euro di investimenti, compresi i 27 miliardi di aiuti del fondo speciale europeo.

Tali investimenti saranno a beneficio della sanità, 3 miliardi di euro pari a un incremento di spesa del 150% rispetto alla passata manovra, in gran parte destinati alla medicina di base, il settore che si è rivelato più debole durante la crisi pandemica e che è su base regionale come in Italia.

Al settore educativo, che comprende scuola e università, andranno 1,5 miliardi di euro, un aumento del 70%, di cui ben mezzo miliardo sarà destinato esclusivamente alle borse di studio.

Alla ricerca, innovazione e sviluppo andranno 5 miliardi di euro, 80% in più. Poi è previsto un gran piano da 70 miliardi di euro fino al 2022 per digitalizzare la pubblica amministrazione.

Infrastrutture e trasporti raddoppieranno i fondi a loro disposizione con 6 miliardi di euro.

Un altro miliardo sarà destinato all’aiuto a turismo, cultura, commercio e piccole e medie imprese, trattasi del 150% in più, tutti settori pesantemente colpiti dalla crisi economica collegata all’epidemia.

Altri due miliardi di euro saranno investiti nelle politiche del lavoro e 4 miliardi come incentivi per combattere la disoccupazione. Il budget del Ministero del Lavoro aumenterà così di ben 12 volte. Il salario dei dipendenti pubblici crescerà in media dello 0,9% con incentivi al ritiro dal lavoro per coloro che avranno raggiunto il limite di età e un incremento del salario minimo garantito del 5%, questione di cui qui in Italia si fa un gran parlare senza però giungere a conclusione.

Altrettanto imponenti saranno gli aiuti legati al settore delle politiche sociali, specificamente alla cosiddetta economia di cura pubblica, ed ecco 200 milioni di euro per gli asili nido, 300 milioni per finanziare permessi di maternità e paternità obbligatori, uguali e non trasferibili di 16 settimane dal prossimo anno e altri 200 milioni di euro per babysitter professionali per bambini e ragazzi sotto i 14 anni.

La previsione di crescita del Prodotto Interno Lordo spagnolo è abbastanza ottimistica, presume infatti un rimbalzo stimato in un + 10% rispetto all’anno in corso.

Per quanto concerne le entrate, il governo spagnolo punta forte sulla giustizia fiscale e abbatte il tabù tassa «patrimoniale». Infatti ci sarà un aumento del 3% della tassazione sui redditi da capitale oltre i 200 mila euro e del 2% per i redditi da lavoro che oltrepassano i 300 mila euro. Misure che coinvolgeranno solo 30 mila persone equivalenti a circa lo 0,2% dei contribuenti.

La patrimoniale crescerà dell’1% per i capitali oltre i 10 milioni di euro, poi aumenteranno anche le imposte sui dividendi e le plusvalenze e ci sarà una tassazione del 15% per le società immobiliari, minori deduzioni per i piani previdenziali privati e verrà accresciuta l’IVA sulle bevande zuccherate e sulla plastica.

Verrà pure messa in atto una Tobin Tax sulle transazioni finanziarie e una sui giganti del web.

Quindi il segnale politico mandato dal governo spagnolo è chiaro e certamente orientato verso la tutela delle fasce più deboli della società iberica, coloro che maggiormente hanno sofferto gli esiti infausti della crisi economica causata dalla pandemia.

Al momento, tornando al nostro belpaese, solo il portavoce di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni pare essersi accorto del cambio di rotta dei nostri vicini ispanici, infatti egli si è chiesto su Facebook …riusciremo mai ad arrivare anche in Italia a una Patrimoniale? A suo dire …non è un’idea folle, ma una misura di civiltà e giustizia sociale.

Ma qualcun altro se ne accorgerà? Non sarebbe difficile, del resto come si faceva a scuola, a volte basta osservare e poi magari copiare dal vicino di banco.

 

© 2020  Pierstefano  Durantini

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