Non bastava ACEA a prelevare l’acqua del lago di Bracciano, individuati pure una ventina di proprietari di terreni situati in prossimità del lago che sono stati indagati dalla Procura di Civitavecchia per captazioni abusive di acqua (illecito amministrativo) e inquinamento ambientale colposo (reato penale), data l’attuale sofferenza dell’ecosistema lacustre. A effettuare i controlli, le perquisizioni e i relativi sequestri di pompe idrauliche, potenzialmente in grado di prelevare fino a 400 litri al secondo, sono stati i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Roma coadiuvati dal Gruppo CC Forestale con il contributo del personale dell’Ente Parco Naturale Regionale Lago di Bracciano e Martignano e della polizia locale. I venti punti di aspirazione privi di autorizzazione sono stati individuati nei territori dei comuni di Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano.

©2017 Pierstefano Durantini

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