La Chiesa, così come la nostra Italietta, sta vivendo un momento difficile e assai confuso. Il Pontefice si è dimesso, perché anziano e stanco, ma soprattutto perché incapace di guidare una Chiesa in cui la corruzione, le guerre intestine alla curia romana e gli scandali sessuali e finanziari sono arrivati a un livello esagerato e ormai difficilmente gestibile. La situazione è veramente delicata, i fedeli sono in stato confusionale, non capiscono, anche perché le gerarchie cattoliche sono state incapaci per decenni di capire come stava evolvendo il mondo. Tali gerarchie, per inseguire la chimera della guerra al relativismo, si sono colpevolmente allontanate dal popolo di Dio, lo hanno di fatto abbandonato. Ma tanti uomini e donne, appartenenti alla Chiesa, resistono e provano a supplire a questa colpevole assenza avendo come unico faro il Vangelo di Cristo, la Parola.
È per questo che pubblico le lettere di due preti, nei cui confronti nutro una profonda stima, che prendono posizione politiche precise alla luce degli insegnamenti, che tutti coloro che si professano cristiani dovrebbero seguire come esempio, il Vangelo di Cristo. Si tratta delle risposte precise e puntuali che i due, don Paolo Farinella di Genova e don Gianfranco Formenton di Spoleto, hanno rispettivamente dato a due future candidate al Parlamento che chiedevano loro voti, in qualità di pastori del popolo cristiano, sbandierando la difesa di temi etici, i cosiddetti valori non negoziabili.
Per ciascuno dei due preti pubblico, prima la lettera della candidata, una addirittura già senatrice della Repubblica, e poi la pronta e tagliente risposta del presbitero.

©2013 Pierstefano Durantini

CORRISPONDENZA ELETTORALE
TRA CANDIDATA LISTA MONTI E PAOLO FARINELLA PRETE

Ho ricevuto la seguente e-mail dell’Avv. Simonetta Saveri, candidata ligure nella lista «Scelta Civica con Monti per l’Italia» che mi chiede di appoggiarla e di farla votare. Di seguito anche la mia risposta.
Buona lettura.
Paolo Farinella, prete – chiesa di san Torpete – Genova

E-MAIL RICEVUTA:

Da: Simonetta Saveri
Inviato: giovedì 21 febbraio 2013 01:03
A: undisclosed-recipients:
Oggetto: Mi permetto di disturbarla

Carissima/o
mi permetto di disturbarla per presentarmi e farle presente che, da alcuni esponenti nazionali dell’associazionismo cattolico, mi è stato chiesto di candidarmi alle prossime elezioni politiche nella Lista “Scelta civica con Monti per l’Italia”; sono stata inserita al secondo posto della lista per la Camera dei Deputati nella Circoscrizione Liguria con concrete possibilità di essere eletta.

La mia appartenenza ecclesiale, il mio servizio speso negli anni passati a vari livelli nella pastorale giovanile, la mia stima nei confronti del prof. Monti che considero una persona seria e credibile, la difficile situazione di Genova e della Liguria, il sostegno di molti amici, mi hanno indotto ad accettare.

Come ho sempre fatto non mancherò di portare avanti la difesa della vita, la promozione della famiglia, la libertà religiosa e educativa, la tutela del lavoro e il sostegno all’impresa, la solidarietà e l’attenzione ai poveri, la salvaguardia dell’ambiente, la pace e la giustizia, il principio di sussidiarietà.

Le chiedo, se lo ritiene opportuno, il suo sostegno e la disponibilità a promuovermi anche presso altre persone; desidero servire il bene comune e le persone che, a Genova e in Liguria, sono più in difficoltà; Genova e la Liguria hanno bisogno di parlamentari genovesi e liguri, che amino la nostra terra.

Per votarmi, e’ necessario fare SOLO una X sul simbolo di “Scelta civica con Monti per l’Italia” nella scheda rosa. NON bisogna scrivere nessun nome e cognome.

La ringrazio di cuore per tutto quello che potrà fare.

Avv. Simonetta Saveri

RISPOSTA DI PAOLO FARINELLA, PRETE:

Sig.ra Avv. Simonetta Saveri,

Giovedì 21 febbraio 2013 alle ore 01,03 di notte ho ricevuto la sua e-mail di candidata nella lista «Scelta Civica con Monti per l’Italia», con la richiesta di sostenerla e promuoverla anche verso altre persone: lei mi chiede di votarla e di farla votare. Le ragioni addotte dovrebbero commuovermi:

«La mia appartenenza ecclesiale, il mio servizio speso negli anni passati … nella pastorale giovanile, la mia stima del prof. Monti persona seria e credibile … Come ho sempre fatto non mancherò di portare avanti la difesa della vita, la promozione della famiglia, la libertà religiosa e educativa, la tutela del lavoro e il sostegno all’impresa, la solidarietà e l’attenzione ai poveri, la salvaguardia dell’ambiente, la pace e la giustizia, il principio di sussidiarietà».

Manca solo che lei dia una mano di bianco al cielo azzurro e una passata di vernice al mare blu; poi c’è tutto. Io non la conosco e non so come lei abbia avuto la mia e-mail. Le dico però subito che non solo non la voterò, ma inviterò anche a non votarla sia perché all’improvviso lei piomba nella mia vita, mandando una e-mail, vantando meriti religiosi che nulla hanno a che fare con la «civica» scelta del voto.
Venendo al merito, desidero assicurarla che non voterei Monti e i suoi candidati «nemmeno da morto, nemmeno se fosse l’unica lista in lizza» perché egli è il rappresentante di quel mondo che ho sempre combattuto perché è contro ogni mio principio etico e sociale. Mi sono opposto al governo Monti fin dal giorno prima del suo incarico, per altro poco democratico, al di fuori della Costituzione, senza alcun mandato elettorale, ma scelto dal sistema che doveva difendere, come ha difeso.
Lei si professa cattolica e praticante e vanta la sua appartenenza ecclesiale, la sua attività pastorale, e s’impegna «a portare avanti la solidarietà e l’attenzione ai poveri». Su questo le credo perché sono due impegni che non costano nulla: anche Monti ha dato tanta solidarietà e attenzione ai poveri, da renderli ancora più poveri, anzi riducendoli in miseria.
Vivo in una parrocchia dove le scelte del governo Monti hanno ridotto al lastrico famiglie e individui che prima riuscivano a vivere e con Monti sono state uccise e condannate alla disperazione. Il suo impegno in difesa della vita probabilmente si riferisce all’aborto che è un brodo per ogni stagione, e mi chiedo come possa farlo nella lista «civica» di Monti, colpevole di strage di massa, perché ha ucciso lavoratori, precari, esodati, scuola, sanità e pensionati (compreso il sottoscritto).
Non m’importa nulla che lei difenda la libertà religiosa, che so tutelare da me, anche senza il suo aiuto che per altro non ho mai visto fino ad oggi. Immagino che la difesa della libertà «educativa» sia rivolta alla difesa della scuola privata. Sappia che io difendo la scuola pubblica e pretendo per la privata l’applicazione austera e puntuale del dettato costituzionale: «senza oneri per lo Stato».
Mi fermo qui perché più vado avanti, più monta in me l’indignazione per la strumentalizzazione che lei fa della sua appartenenza religiosa. Sappia che io non voto perché un candidato è cattolico o difende qualche principio sedicente cattolico; voto secondo coscienza alla luce dei seguenti principi:

– Bene comune (chi guarda all’interesse generale non a quello delle lobby, chiesa compresa).
– Laicità (chi sta in piedi e con la schiena dritta davanti a papi, cardinali e vescovi, difendendo l’indipendenza e l’autonomia del parlamento sovrano).
– Legalità (chi garantisce i diritti a tutti, specialmente a chi è più esposto e meno tutelato come le minoranze di ogni tipo e pretende da chi più ha che più dia in nome della giustizia).
Non voterò nemmeno Pd perché ha promesso che in caso di vittoria, si alleerà con Monti. Quindi, lei si faccia i Monti suoi e io mi occupo delle mie colline.

Tutto ciò premesso, si scordi che io la voti, che voti Monti e tutto quello che rappresenta e per tutto quello che ha fatto, e, specialmente, per quello che non ha voluto fare nel suo anno di governo che giudico una iattura per l’Italia.

La prego, a norma delle vigenti leggi, di espungere il mio indirizzo dai suoi elenchi.

Genova 21 febbraio 2013

Paolo Farinella, prete
Chiesa di san Torpete – Genova

PS. Invio questa mia risposta a lei e alla mia lista perché non voglio che si pensi che io fornichi con Monti e con i suoi complici.

CORRISPONDENZA ELETTORALE
TRA SENATRICE ADA URBANI, CANDIDATA PdL, E DON GIANFRANCO FORMENTON

Perugia 8 febbraio 2013
Gentile Parroco,
mi sono decisa a scrivere questa lettera ai pastori del popolo cristiano dell’Umbria perché, dopo cinque anni trascorsi in Senato, so con certezza che nei primi mesi della prossima legislatura dovranno essere affrontati in Parlamento parecchi argomenti che riguardano temi etici importanti e delicatissimi. Mi riferisco, tra le altre, alle disposizioni sul “fine vita” (chi non ricorda il caso Englaro), alla legge sul matrimonio per le coppie omosessuali, all’adozione di bambini nelle stesse coppie omosessuali, alle problematiche sull’uso degli embrioni, all’apertura all’aborto eugenetico (che, di fatto, si va già diffondendo).
In Parlamento, lo scorso anno, ho costituito, assieme ad altri colleghi, l’Associazione parlamentare per la Vita. Una Associazione che è stata un baluardo contro ogni attacco volto a modificare in senso negativo la nostra legislazione.
Malgrado ciò recenti orientamenti dei giudici hanno intaccato lo stesso dettato costituzionale in tema di famiglia, di adozioni e di fine vita.
Immagino che sulla politica economica del mio partito non tutto possa essere pienamente condivisibile e che, magari, alcuni preferiscano soluzioni diverse da quelle che abbiamo proposto o che abbiano in programma di fare. Sui temi etici però, a differenza di altri partiti, il PdL è stato sempre unito e coerente, perché composto da molti cattolici e da altri che si definiscono ‘laici adulti’, la cui formazione culturale e politica è in ogni caso improntata al rispetto di tutti i valori non negoziabili. Se di politica economica si può discutere – ma io ho sempre lottato per orientare al bene comune l’azione dello Stato – su queste tematiche non ci sarà possibilità di mediazione. Mediare significherebbe comunque accettare che, prima o poi, si compia un’escalation che ha come traguardo la modificazione dei valori di fondo della nostra società, da ultima, per usare la denuncia dei vescovi spagnoli, ‘la separazione della sessualità dalla persona: non più maschio e femmina, ma il sesso sarebbe un dato anatomico senza rilevanza antropologica.’
È necessario che nel futuro parlamento ci sia un numero di persone sufficienti a non far passare leggi contro la famiglia, l’uomo e la sua vita. Io mi sono impegnata e mi impegnerò in questo senso. Per questo chiedo anche il Suo sostegno e ringrazio per tutto quello che riterrà di fare.
Devotamente saluto, Ada URBANI candidata PdL al Senato www.adaurbani.it

LA RISPOSTA DI DON GIANFRANCO FORMENTON

Gentile Senatrice,
ho ricevuto la sua lettera “ai pastori del popolo cristiano dell’Umbria” e ho deciso di risponderle in quanto “pastore” di una parte di questo popolo al quale recentemente il Card. Bagnasco ha raccomandato, dopo alcune eclatanti e astrali promesse elettorali, di non farsi “abbindolare”.
Vedo che nella sua lettera lei parla in gran parte dei cosiddetti “temi etici” che lei riferisce unicamente ai luoghi comuni che tutti i politici in cerca di voti e consensi toccano quando si rivolgono ai cattolici: il fine vita, le unioni omosessuali, gli embrioni, l’aborto…
La ringrazio anche per la citazione dei vescovi spagnoli e per il suo impegno per la formazione culturale e politica improntata al rispetto di tutti i valori non negoziabili.
Ma rivolgendosi ai “pastori del popolo cristiano” lei dovrebbe ricordare che tra i valori non negoziabili nella vita, nella vita cristiana e soprattutto in politica entrano tutta una serie di comportamenti di vita, di etica pubblica, e di testimonianza sui quali non mi sembra che il partito di cui lei fa parte né gli alleati che si è scelto siano pienamente consapevoli.
Sarebbe bello stendere un velo pietoso su tutto ciò che riguarda il capo del suo partito sul quale non credo ci siano parole sufficienti per stigmatizzarne i comportamenti, le esternazioni, le attitudini pruriginose, le cafonerie, le volgarità verbali che costituiscono tutto il panorama di disvalori che tutti i pastori del popolo cristiano cercano di indicare come immorali agli adulti cristiani e dai quali cercano di preservare le nuove generazioni.
Sarebbe bello ma i pastori non possono farlo perché lo spettacolo indecoroso del suo capo è stato anche una vera e propria “modificazione dei valori di fondo della nostra società” (come lei dice) anche grazie allo strapotere mediatico che ha realizzato una vera e propria rivoluzione (questa sì che gli è riuscita) secondo la quale ormai il relativismo morale, tanto condannato dalla Chiesa, è diventato realtà. Concordo con lei, su questo “mediare significherebbe accettare”.
Un’idea di vita irreale ha devastato le coscienze e i comportamenti dei nostri giovani che hanno smesso di sognare sogni nobili e si sono adagiati sugli sculettamenti delle veline, sui discorsi vacui nei pomeriggi televisivi, sui giochi idioti del fine pomeriggio e su una visione rampante e furbesca della politica fatta di igieniste dentali, di figli di boss nordisti e pregiudicati che dobbiamo chiamare onorevoli.
Oltre a questo lei siederà nel Senato della Repubblica insieme a tutta una serie di personaggi che coltivano ideologie razziste, populiste, fasciste che sono assolutamente anti cristiane, anti evangeliche, anti umane. Mi consenta di dirle francamente che il Vangelo che i pastori annunciano al popolo cristiano non ha nulla a che vedere con ideologie che contrappongono gli uomini in base alle razze, alle etnie, alle latitudini, ai soldi…e, mi creda, mentre nel Vangelo non c’è una sola parola sulle unioni omosessuali, sul fine vita e sull’aborto…sulle discriminazioni, sul rifiuto della violenza e su una visione degli altri come fratelli e non come nemici ci sono monumenti innalzati alla tolleranza, alla non violenza, all’accoglienza dello straniero, al rifiuto delle logiche della furbizia e del potere.
Mi dispiace, gentile senatrice, ma non riterrò di fare qualcosa né per lei, né per il suo partito, né per i vostri alleati, anzi. Se qualcosa farò anche in queste elezioni questo non sarà certo di suggerire alle pecorelle del mio gregge di votare per quelli che mi scrivono lettere esibendo presunte credenziali di cattolicità.
Mi sforzerò, come raccomanda il cardinale, di mettere in guardia tutti e di non farsi abbindolare da certi ex-leoni diventati candidi agnelli. Se le posso dare un consiglio, desista da questa vecchia pratica democristiana di scrivere ai preti solo in campagna elettorale e consigli il suo capo di seguire l’esempio fulgido del Papa. Sarebbe una vera opera di misericordia nei confronti di questo popolo.
Don Gianfranco Formenton