Siamo un popolo di poeti, navigatori, santi, ma pure giocatori d’azzardo. Infatti secondo i dati forniti dall’Aams (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), che regola e controlla il comparto del gioco pubblico, nel 2009 gli apparecchi da bar, le new slot, hanno raccolto la bellezza di 24 miliardi e 803 milioni di euro. Si tratta della terza industria per fatturato dopo Eni e Fiat. Un ricco guadagno per l’erario (il 12,3% oltre tre miliardi lo scorso anno), per i produttori, i gestori e gli esercenti. Ai giocatori torna il 75% attraverso le vincite (al contrario dei giochi da casinò che hanno una media del 97%). Solo a ottobre scorso gli italiani hanno infilato monetine per 2 miliardi e 830 milioni di euro nelle voraci macchinette sparse per i bar e le sale scommesse.
Con le new slot crescono pure i giocatori patologici, circa 700 mila persone di ogni età che con il loro insano e irresponsabile comportamento mettono a rischio pure il bilancio familiare (chi non ne conosce?). Ma allo Stato pare interessi poco, del resto la dipendenza è una malattia che conviene, infatti più new slot significa maggior guadagno per tutti, con gli esercenti che spesso violano la norma imposta dall’Aams che prevede per i bar un apparecchio ogni 15 mq di superficie.
Consiglio per i giocatori, malati e non: è Natale, non sarebbe meglio una tombolata in famiglia?

Pierstefano Durantini