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INTERNATIONAL PRISONERS OF WAR DAY

È un caldo primo pomeriggio di un sabato romano di fine ottobre e nel pieno centro della capitale, sulla scalinata di piazza di Spagna, densa di turisti e di gente sdraiata al sole, la vita pare scorrere lenta e svogliata, ma forse è solo ammirazione per questa città splendida e ricca di storia.

Sono circa le 15.30 quando in cima a Trinità dei Monti, sulla balaustra più alta, compare uno striscione, poi un tricolore e qualche bandiera. Non si tratta della bandiera italiana, perché al posto del rosso c’è un arancio acceso e la scritta tra le bande colorate verticali è inequivocabile: «Irlanda Libera» c’è scritto. Lo striscione è lungo, a occhio misurerà una decina di metri e si legge chiaramente anche dalla fontana della barcaccia, reca impressa una frase che chiarisce meglio: «Status Politico per i Prigionieri di Guerra Irlandesi». Alcuni giovani lo sostengono e lo mostrano fieri. Sono pochi, una decina al massimo, ma appaiono estremamente motivati. Hanno distribuito volantini che spiegano che oggi, 26 ottobre 2013, è una giornata di mobilitazione internazionale a sostegno dei Prisoners of War irlandesi e anche Roma, come tante altre città nel mondo, dà il suo contributo.

 

© 2013 Piestefano Durantini

E-venti di Giustizia” Incontro Nazionale della campagna BILANCI di GIUSTIZIA – Roverè (Verona) 29 agosto – 1 settembre 2013.

Sono trascorsi venti anni dalla nascita della Campagna Bilanci di Giustizia, lanciata nel 1993 a Verona dai Beati Costruttori di Pace. In tale arco di tempo, oltre 1500 famiglie e singoli di tutta Italia hanno aderito e partecipato a questo stimolante percorso, rivedendo i propri consumi attraverso criteri di giustizia verso l’uomo e l’ambiente, che recentemente con una certa fatica, lo ospita.

Tutto nacque da un incontro dal titolo: “Quando l’economia uccide, bisogna cambiare”.  Essi avevano compreso, già da quei tempi, che l’attuale sistema economico è un sistema di morte, con effetti apocalittici verso il pianeta e il Sud del mondo, sempre più povero e martoriato. In queste due decadi gli aderenti hanno monitorato, attraverso l’uso di una scheda mensile, i propri consumi e i propri risparmi cercando di spostarli verso acquisti e gestori eticamente più accettabili, rifiutando lo sfruttamento, sia dei propri simili sia della madre terra. In questi vent’anni hanno confrontato i propri bilanci con i dati Istat delle famiglie italiane, documentando che è possibile liberarsi dalla costrizione del consumismo, attraverso un nuovo stile di vita, fondato sulla semplicità, sulla sobrietà e sulla responsabilità.

 A fine agosto si sono ritrovati li dove tutto ebbe inizio, o quasi. Infatti il loro incontro nazionale si è svolto a Roverè Veronese, a poche decine di km dall’Arena di Verona, che li ospitò nel lontano 1993.

Assistere a un incontro dei Bilanci di Giustizia è estremamente bello e stimolante. Confrontarsi coi bilancisti arricchisce, infatti si riesce a toccare con mano l’armonia di un diverso e più giusto stile di vita: famiglie numerose, tanti bambini e ragazzi, semplicità, serenità, buone pratiche e tanto saper fare. Si ha l’impressione di avere di fronte il meglio dell’Italia, quella che troppo spesso e in maniera colpevole i media non ci fanno vedere.

Questa tre giorni è cominciata con un collegamento telefonico con Don Albino Bizzotto, dal 16 agosto in sciopero della fame per la terra e il territorio. Egli ha spiegato ai partecipanti che lo scorso 20 agosto l’uomo ha consumato le risorse disponibili per il 2013 e quindi ora il pianeta si sta depauperando, coi nostri comportamenti ottusi ed egoisti ci stiamo mangiando il futuro. Per Don Albino bisogna attirare l’attenzione di tutti, non solo dei governanti, affinché si agisca quanto prima per invertire l’insostenibile rotta intrapresa.

Si è proseguito ripercorrendo questi venti anni di attività attraverso le toccanti testimonianze di quattro aderenti: Andrea Saroldi del gruppo di Torino, Alberto Bonacina del gruppo di Bergamo, Antonella Valer di quello di Trento e Alberto Degan, laico all’epoca dell’inizio dei Bilanci, ora divenuto religioso e da poco rientrato da una missione in Africa. Essi hanno ricordato il loro avvicinamento alla Campagna e le loro tante e preziose esperienze, passando dal concetto di ben-vivere al ben-convivere, dal bilancio come strumento alla rete di famiglie, dall’importanza dei diritti collettivi al cambiamento di stile di vita, che è naturale e possibile, ma soprattutto ne vale la pena, perché ci fa sentire meglio, più felici.

Poi i partecipanti si sono divisi in quattro sottogruppi, ove ciascuno ha portato un oggetto simbolico che gli ha dato la Campagna, un oggetto che ha lasciato grazie alla sua esperienza bilancista e un oggetto che rappresenta ciò che vorrebbe in futuro dalla Campagna. Quindi, seguiti dai facilitatori di gruppo, hanno svolto un lavoro sul passato, poi sull’evoluzione, sulla crescita di ciascuno e quindi sul futuro prossimo.

Naturalmente non sono mancati i famosi laboratori teorico-pratici autogestiti, svoltisi in due pomeriggi, ce n’erano per tutti i gusti, ecco qualche titolo: Saponi e Detergenti, Come vivono la solidarietà i Gruppi di Acquisto Solidale, Piante officinali, Dall’allarme all’azione il modello Lennart Parknas, Camminate nei boschi, Lavorare col telaio, Costruire un forno solare, Preparare biglietti d’auguri di rifiuto, La casa di fango e paglia, Correre è bello.

C’è poi stato l’intervento telefonico del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini, che conosce bene la Campagna Bilanci di Giustizia, perché l’ha studiata quando era presidente dell’Istat e ha scritto la prefazione al secondo libro su di essa: Prove di felicità quotidiana – istruzioni per l’uso.

Egli ha spiegato che non bisogna considerare solo il Prodotto Interno Lordo come indicatore, ma che esso andrebbe superato in favore del nuovo BES - Benessere Equo Sostenibile e che è quindi necessario ripensare l’attuale modello di sviluppo. Da questo punto di vista, il Ministro ha detto che guarda all’esperienza bilancista come qualcosa di assolutamente praticabile e replicabile. A tal proposito dalla platea sono state poste domande e proposte molto concrete a Giovannini, sia sullo stimolo ai comportamenti virtuosi per i cittadini all’insegna della sobrietà, che sul terzo settore.

Durante un’assemblea plenaria la professoressa universitaria Antonia de Vita, che ha seguito e osservato tutto l’incontro da studiosa di certe tematiche, ha sintetizzato l’esperienza bilancista come una sorta di scuola che genera cittadini maturi, consci delle loro responsabilità e dei loro doveri. Nel dibattito che ne è seguito Gianni Fazzini, coordinatore nazionale della Campagna Bilanci dal 1993, ha detto che egli si sente in compagnia di testimoni di sete di giustizia. Per lui la giustizia è come l’acqua e bisogna impegnarsi a mantenere viva questa sete. Il seme lanciato in questi vent’anni dalla Campagna è piccolo, ma ha una grandissima energia, può divenire una valanga. In un’Italia che rischia di vivere, ma soprattutto di sopravvivere, nella superficialità, l’esperienza dei Bilanci di Giustizia è un’indicazione, come ha detto recentemente anche il papa, ad andare controcorrente, cioè nel profondo per cercare le cause dell’ingiustizia nei rapporti Nord-Sud, dello sfruttamento del Pianeta e degli esseri umani, modificando i propri comportamenti quotidiani e avendo cura delle relazioni tra di noi, importanti e preziosissime.

Sulla stessa lunghezza d’onda è stato l’intervento telefonico dell’ultima serata e affidato a Padre Alex Zanotelli che, nel suo lungo peregrinare tra le più disparate periferie del mondo, ha capito che non è l’economia il male, bensì la finanza e le sue degenerazioni. E allora ha stimolato tutti ad andare ben oltre il coraggio, secondo lui è giunto il tempo di essere temerari. Ha quindi fornito pure qualche indicazione, invitando la gente a togliere i soldi dalle banche, spiegando anche il motivo alle banche stesse, perché tali istituti non sono trasparenti sugli impieghi e troppo spesso, se non sempre, questi sono immorali.

Insomma questi tre giorni dell’Incontro Nazionale della Campagna Bilanci di Giustizia rendono chiaro e comprensibile che esiste un diverso stile di vita, più sobrio e più giusto. Del resto i grandi cambiamenti cominciano sempre con i piccoli passi, come bere l’acqua del rubinetto invece di quella in bottiglia, usare i mezzi pubblici o la bicicletta al posto dell’automobile, affidarsi all’autoproduzione, al riciclo, al riuso, al consumare in maniera critica e responsabile, sostenendo il commercio equo e solidale e i prodotti a km zero, meglio se biologici, all’aver cura delle relazioni personali con gli altri. L’esempio di queste decine di famiglie aderenti alla campagna e incontrate a Roverè fa comprendere bene, non solo che un mondo diverso è possibile e necessario, ma che per loro esiste già da vent’anni.

 

© 2013 Piestefano Durantini

La dignità non ha prezzo

Non dimentichiamo questi nomi: Romeo Dionisi - 62 anni, sua moglie Anna Maria Sopranzi - 68 anni, il fratello di lei Vincenzo - 72 anni. Si tratta di tre esseri umani, una intera famiglia di Civitanova Marche che ha deciso di auto estinguersi, di suicidarsi per la disperazione di una situazione economica divenuta ormai insostenibile. Meglio togliere il disturbo che continuare così.

I due coniugi vivevano con la modesta pensione di lei, ex artigiana, il marito invece era un esodato, troppo giovane per andare in pensione, ma troppo vecchio per trovare un nuovo lavoro. Eppure Romeo lo cercava quel lavoro, eccome se lo cercava, lui che aveva fatto il manovale per una vita, non voleva rassegnarsi all’idea di stare a riposo, non voleva credere che non era più utile, che non era più in grado di portare i soldi a casa. E allora, vuoi perché non aveva ancora ricevuto il pagamento di un lavoro fatto tempo prima a Napoli, vuoi perché non trovava nulla in un settore, come quello edile, che soffre la crisi economica più degli altri, pian piano avrà maturato l’idea che così non si poteva andare avanti, non vedeva alcuna luce in fondo al tunnel della disperazione. In questi casi il peso delle bollette, dell’affitto di casa, o di qualunque altra spesa diventa insostenibile e se non sei abituato non riesci a chiedere aiuto, non ti rivolgi a servizi sociali del comune, un po’ per pudore, un po’ per orgoglio. Perché la dignità non ha prezzo, pure se questo è il prezzo più alto, quello della propria vita.

E allora di fronte a questi due coniugi che si sono impiccati, perché stanchi di tante, troppe difficoltà economiche, chiedendo addirittura perdono in un biglietto che hanno lasciato in bella evidenza, e al fratello di lei che, vedendoli così, non ha retto al dolore e dopo aver vagato senza meta per qualche ora si è gettato in mare per la disperazione, che reazione ha la classe politica? Quali risposte da in merito? Ma soprattutto chi dovrebbe realmente vergognarsi? Diviene irritante e anche sconfortante ascoltare il continuo e quotidiano chiacchiericcio dei vari leader politici che discettano sulla improbabile nascita di un governo di larghe intese o di un  governissimo o di un governo del presidente. Quante inutili parole, invece si tratta solo della loro incapacità mentre l’Italia affoga nella crisi, che non è solo economica, ma pure morale e organizzativa. Perché il Paese ha assoluto bisogno di essere governato, ma i vari Berlusconi, Bersani, Grillo, Monti, Napolitano (a proposito gravissimo il suo silenzio su questo triplice suicidio, nessun monito dal Quirinale stavolta, del resto il Presidente quel giorno era impegnato a dare la grazia a Joseph Romano, l’ufficiale USA condannato con altri 22 in contumacia a 7 anni per il sequestro di Abu Omar, l’Imam di Milano poi incarcerato e torturato in Egitto), Renzi, Vendola ecc. continuano a parlare, a insultarsi, senza nemmeno accorgersi, nella loro miopia narcisistica, che sono incapaci perfino di trovare un punto d’intesa per fare una legge elettorale, non ottima e nemmeno buona, ma almeno diversa dall’attuale, che fu definita porcata dal suo stesso estensore. Una classe politica che non riesce assolutamente a comprendere i problemi dei cittadini e di una nazione che sta lentamente inabissandosi quando, come racconta l’ISTAT, ogni giorno chiudono 1000 imprese, un disoccupato su cinque ha meno di 35 anni e otto milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà. Eppure i centri commerciali continuano a moltiplicarsi come muffe invasive e maleodoranti per creare bisogni indotti, il gioco d’azzardo e le scommesse si diffondono come virus a ritmi esagerati dispensando il miraggio dei soldi facili, magari da spendere nei sempre più molteplici centri estetici, ormai più numerosi dei fornai. Praticamente un Paese allo sbando che ha perso la bussola e intanto, come cantava Battiato in “Povera Patria”, la primavera tarda ad arrivare.

 

©2013  Pierstefano  Durantini

“Vogliamo crescere decrescendo”

Incontro Annuale della campagna BILANCI di GIUSTIZIA - Fanano (Modena) 23 - 26 agosto 2012

Estate, tempo di vacanze, ma anche di pensieri e riflessioni. E se in una nota località balneare della costa adriatico romagnola, qualche migliaio di persone si ritroveranno come sempre in un meeting per discutere di politica, affari e forse pure delle variopinte camicie del loro discusso leader, nella stessa regione, al centro della penisola e precisamente sulle montagne dell’appennino, qualche centinaio di altre persone, sicuramente ben diverse dalle precedenti, si incontreranno per confrontarsi sul loro diverso stile di vita. E questa si, che è buona politica!

Si tratta dell’Incontro Nazionale delle famiglie aderenti alla Campagna Bilanci di Giustizia, che si terrà a Fanano, nell’appennino modenese, dal 23 al 26 agosto.

Il tema di quest’anno sarà: “Vogliamo crescere decrescendo” e in un momento come questo, in cui la crisi profonda dell’economia sta disarticolando un po’ tutto e tutti, il titolo dato al loro incontro è già tutto un programma.

Giunta al suo diciannovesimo anno di età, la Campagna Bilanci di Giustizia mostra, non solo che un diverso stile di vita è possibile, ma che, alla luce della grave crisi economica che attraversiamo, è pure assolutamente necessario. Infatti dopo i precedenti incontri in cui sono stati approfonditi temi concreti, quali il consumo sostenibile, l’acqua, la finanza, l’energia, il lavoro, la politica e la Costituzione quest’anno i Bilancisti vogliono dimostrare che a loro questa crisi non mette paura, perché hanno tutti gli strumenti per affrontarla e superarla. Allora essi continuano a porsi domande, a modificare il loro stile di vita e il loro modo di consumare per ricercare un nuovo equilibrio con la natura e con le cose, svincolandosi dalle regole di questo mercato, che produce, da un lato benessere e ricchezza per alcuni e dall’altro, povertà e miseria per tanti. E di tutto ciò non vogliono essere più complici.

Nella loro sete di giustizia nei rapporti Nord-Sud, le famiglie aderenti alla Campagna, avendo sempre presente il loro prezioso strumento di lavoro quotidiano, che è la scheda di bilancio mensile, approfondiranno in questo loro incontro nazionale, il tema della decrescita, che ben si lega con un altro aspetto che da sempre li contraddistingue, la sobrietà.

«…In questo tempo di profonda trasformazione economica e culturale – dice il loro coordinatore nazionale, don Gianni Fazzini – un migliaio di famiglie Bilanciste hanno attuato, nei 36 gruppi locali sparsi in tutta la penisola, percorsi di revisione dei consumi inseriti nelle diverse realtà territoriali. Questi percorsi hanno in comune la metodica revisione del bilancio familiare attuata innanzitutto in famiglia e condivisa e confrontata poi mensilmente nel gruppo locale. La riproposta dell’autoproduzione, in tutti i campi del quotidiano, il reinserirsi nei ritmi naturali, la ricostruzione del tessuto sociale a partire da iniziative locali, sono alcune delle piste di ricerca maggiormente sperimentate. La segreteria nazionale, a Venezia Marghera, coordina la Campagna e promuove i contatti tra tutti i partecipanti. L’incontro di Fanano sarà per noi lo spazio per condividere ciò che si sta vivendo e per prendere consapevolezza del valore esistenziale e politico di questo movimento unico in Europa.

La scelta del luogo dell’incontro non è stata casuale, bensì legata al desiderio di rendere visibile uno stile in sintonia con la campagna e con il tema scelto  questo anno.».

Ospiti e relatori dell’incontro, che avranno anche il compito di stimolare la discussione, saranno: Emanuela D’Angelo – coautrice del libro “Gli alberi non crescono fino al cielo”, Maurizio Pallante del movimento per la decrescita, Francuccio Gesualdi del Centro Nuovo Modello di Sviluppo di Vecchiano (Pisa) e un rappresentante di Sbilanciamoci.

Antonella Valer, insegnante di Economia e Diritto presso le scuole superiori, nonché storica aderente alla Campagna, relazionerà sul recente simposio organizzato dal Wuppertal Istitute svoltosi a Berlino dal titolo: “L’economia della sufficienza: ciò che manca all’agenda di Rio…”.

Anche quest’anno non mancheranno gli utili laboratori pratico teorici e totalmente autogestiti, nei quali si potranno apprendere le buone pratiche e il saper fare. Inoltre saranno organizzate attività e iniziative a tema per i più piccoli suddivisi per fasce di età e per gli adolescenti riuniti nel gruppo “Fuorirotta”.

L’ultimo giorno sarà presentato il rapporto annuale, che contiene i dati informativi ed economici inviati mensilmente alla segreteria nazionale da ogni famiglia aderente che, una volta sapientemente assemblati, sono un ottimo indicatore statistico e di confronto con i dati della famiglia tipo italiana studiata dall’ISTAT.

Insomma, questi quattro giorni con i Bilancisti saranno come sempre molto stimolanti e l’esempio unico fornito da ogni famiglia fa ben comprendere che, con un po’ di impegno e sobrietà si può modificare il nostro stile di vita secondo criteri di giustizia, che ci consentono di capire non solo che un mondo diverso è possibile e necessario, ma che per loro già esiste da 19 anni.

 

© 2012 Piestefano Durantini

Intervista al Prof. Franco Locatelli

Tra le strutture ospedaliere di eccellenza della nostra regione spicca il Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, diretto dal Prof. Franco Locatelli, che è il più attivo e qualificato centro italiano per la cura e la ricerca nell’ambito dei tumori che colpiscono l’età pediatrica. È tra le strutture più grandi d’Europa, potendo contare 54 posti letto di degenza ordinaria, 10 dei quali dedicati ai pazienti sottoposti a un trapianto allogenico (da donatore) di cellule staminali emopoietiche.

Prof. Locatelli ci illustra le malattie affrontate nel suo Dipartimento?

La patologia tumorale in età pediatrica è fortunatamente rara: ogni anno si ammalano in Italia circa 1600 bambini di tumore e circa il 70% di essi guariscono definitivamente, questo dato testimonia quanto rilevanti siano stati i progressi ottenuti nella patologia onco-ematologica del bambino. Di questi, ben 250 nuovi pazienti sono diagnosticati e curati ogni anno presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Inoltre, dei circa 550 trapianti di cellule staminali emopoietiche ben 150 vengono realizzati presso il Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Numerosi sono i programmi innovativi che negli ultimi anni sono stati avviati presso il Dipartimento, così come sempre più numerose sono le collaborazioni con i centri internazionali di eccellenza che si occupano di neoplasie dei bambini. A livello nazionale l’Ospedale Bambino Gesù partecipa a tutti i protocolli di diagnosi e cura dei tumori pediatrici e coordina il nuovo protocollo sul trattamento delle leucemie mieloidi acute, delle leucemie linfoblastiche acute nei bambini di età inferiore a 1 anno, dei retinoblastomi e dei neuroblastomi in recidiva.

E per quanto concerne i trapianti?

Tra le attività d’eccellenza del Dipartimento spicca il programma di trapianto di cellule staminali emopoietiche da donatore familiare parzialmente compatibile-HLA (trapianto aploidentico) per i pazienti affetti da patologie ematologiche. Questa modalità di trapianto, possibile grazie a una accurata selezione delle cellule del donatore per evitare le complicanze immunologiche legate al trapianto, permette di avere un donatore sempre e prontamente disponibile per i pazienti che necessitano di un trapianto allogenico di cellule staminali emopoietiche quale terapia risolutiva della patologia di base. Inoltre il nostro reparto è fortemente attivo nello sviluppo di programmi di immunoterapia per il trattamento delle complicanze infettive che si verificano in soggetti immunodepressi quali i bambini trapiantati e per la prevenzione delle recidive di leucemia post-trapianto.

Sviluppi futuri della ricerca?

Il Dipartimento di Onco-ematologia è il più attivo centro italiano in termini di studi clinici sperimentali con nuovi farmaci in malattie onco-ematologiche pediatriche, condotti sotto l’egida di un consorzio internazionale denominato ITCC (Innovative therapies for children with cancer). Negli ultimi anni, inoltre, un notevole sviluppo è stato ottenuto nell’ambito della neuro-oncologia pediatrica; attualmente, circa un quarto del numero annuale nel nostro Paese delle neoplasie cerebrali dell’età pediatrica vengono diagnosticate e trattate qui da noi. L’approccio multidisciplinare che vede coinvolte numerosissime figure professionali cliniche (oncologo pediatra, neurologo, anatomo-patologo, neuro-radiologo, neuro-riabilitatore) e biologiche permette una presa in carico globale del paziente con patologia neuro-oncologica e di impostare programmi di trattamento individualizzati.

© 2015 Pierstefano Durantini

LIVEROCK

CARNEVALE E IL GHETTO

MIGRANT WOMAN

BATTESIMO ERITREO ORTODOSSO

BEFORE AND AFTER THE NEW POPE FRANCESCO

IRELAND The GreenIsland

COLOURS OF LAMPEDUSA

ISLAM A ROMA

SAHRAWI IN ITALIA